Per la sua ultima grande avventura del 2018, Tito Tomasi ci porta nell’Annapurna, dove a ottobre ha compiuto un viaggio i cui numeri fanno ancora una volta girare la testa: 16 giorni in bicicletta, 630 km, 27.500 m di dislivello e un passaggio a oltre 5.500 m di altitudine. Ma soprattutto, paesaggi mozzafiato, sentieri di straordinaria bellezza, incontri significativi e emozioni intense. Guardate un po’ questa escursione in mountain bike…
Tito Tomasi racconta:
Sono partito da Kathmandu nel pieno del festival Deshain, era una vera follia. Atmosfera elettrizzante, traffico infernale… Con la mia bici sul tetto di un autobus, poi di un furgone, mi dirigo verso ovest. Pedalo tutta la notte per arrivare a Beni. Da questo grande paese a 800 metri di altitudine, mi addentro nelle montagne in direzione di Dhorpatan. Qualche giorno per esplorare questa zona diversa e affascinante. Lì ho fatto tantissimi incontri e ho trovato dei bei sentieri. Nel bel mezzo del festival, ho incontrato molti abitanti del posto che mi hanno ospitato, e ho persino assistito al sacrificio della capra. Ripassando per Beni, questa volta mi dirigo verso nord, per risalire la famosa pista del Mustang. Un tratto molto lungo e molto impegnativo, per arrivare infine a circa 3.800 metri, al confine con l’Alto Mustang. È da lì che salgo per superare il famoso passo Thorong La, a 5.416 metri, percorrendo il classico itinerario al contrario. Raggiungo Manang dall’altra parte. Questo villaggio antichissimo è il mio angolo preferito del Nepal: i vicoli lastricati e il piccolo monastero ispirano tranquillità. E questa volta posso esplorare i dintorni per alcune escursioni in quota davvero pazzesche! Decido di tornare nel Mustang passando per un altro valico, più selvaggio e più alto. Bisogna passare dal maestoso lago Tilicho per salire fino a 5.550 metri prima di affrontare una discesa gigantesca; l’evasione e la libertà sono palpabili in questo universo di alta montagna unico nel suo genere. Così come il freddo, del resto. Che momento! Per godermelo appieno, faccio un giro nel Mustang, percorrendo quei sentieri così veloci e divertenti. Faccio anche degli incontri: rider francesi e nepalesi, ai quali mi unisco per scendere a Tatopani… Un vero piacere condividere i sentieri. Il gruppo torna a Pokhara lungo la strada principale, mentre io prendo un’altra via… Infatti, avevo deciso fin dall’inizio che avrei visitato gli Annapurna meridionali, quindi eccomi qui ad affrontare due grandi passi a oltre 3.500 metri prima di raggiungere il percorso di trekking del Mardi Himal. È dura, perché ad ogni grande passo bisogna attraversare le valli e a volte ridiscendere fino a soli 1100 metri! Ma mi prefiggo l’obiettivo del Mardi Himal e raggiungo quasi l’high camp a 4500 metri per l’alba del terzo giorno… Che spettacolo, ai piedi del Macchapuccharre e degli Annapurna! Mi godo queste ore prima di lasciare le alture e tornare alle quote delle città. Il viaggio volge al termine. Anche se al ritorno pedalerò ancora per qualche giorno nei dintorni di Kathmandu, i passi di alta quota sono ormai alle mie spalle e ho portato con me immagini di vette da 8.000 metri, impresse a fuoco nella mia memoria.
Viva la vita!
Tito